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Staff Macondo

FORMAZIONE DANZA TEATRO A CASCINA MACONDO - sabato e domenica 5-6 novembre 2016
percorsi di formazione di DA... continua.

LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO A PALAZZO BAROLO - mercoledì 9 novembre 2016, ore 18.00
IL GARANTE DEI DETENUTI DELLA ... continua.

SCRITTURALIA - speciale appuntamento domenica 4 dicembre 2016 - NON PUOI MANCARE!
appuntamento per scrittori e p... continua.

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA 2016
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINAR... continua.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE CONCORSO HAIKU: DOMENICA 20 NOVEMBRE A CASCINA MACONDO
Organizza i tuoi impegni per e... continua.

SUL TAVOLO UN CAPPELLO - antologia haiku
Prenota in tempo (tiratura lim... continua.

“5-7-5 UNIVERSO HAIKU “ quindicinale a cura di Fabrizio Virgili - Nebbia noiosa, di Maurizio Petruccioli, e divagazione su Shiki
Nebbia noiosa. / Sono sciapi... continua.

“UKA SHA SHA ASCOLTANDO I NATIVI AMERICANI” quindicinale a cura di Pietro Tartamella - RITI DI PASSAGGIO
RITI DI PASSAGGIO: I Riti di... continua.

“LESSICO INGLESE goccia a goccia – ENGLISH LEXICON drop by drop” - settimanale a cura di Pietro Tartamella - EYESORE, BOUT
EYESORE /ˈaɪsɔ:... continua.


Utenti Frécciolenews

Questa settimana a Radio Fahrenheit
Mercoledì. Migliaia di lettere... continua.

L’insulto è un atto politico – parte 1
Maria Galindo, femminista del ... continua.

De André canta di Dio. Di vita e di amore – Frassineto Po (AL)
Sabato 5 novembre 2016, alle o... continua.

L’insulto è un atto politico – parte 2
… Ascolto tutti i giorni stori... continua.

Cattive nuove da Standing Rock
Polizia e militari attaccano i... continua.

Meraviglie dello Stato di Chu. Una mostra, tante storie. Conferenza – Padova
Giovedì 3 novembre 2016, ore a... continua.

DONNE UNITE CONTRO L’ISLAMOFOBIA - Laboratorio teatrale - PARMA
DONNE UNITE CONTRO L’ISLAMOFOB... continua.

Italia Giappone - a Milano
ITALIA GIAPPONE -- I MUS... continua.

Preghiera degli ergastolani per il Giubileo dei carcerati del 6 novembre 2016
Dal Luglio 2013 nel Codice pen... continua.


FORMAZIONE DANZA TEATRO A CASCINA MACONDO - sabato e domenica 5-6 novembre 2016
percorsi di formazione di DANZA E TEATRO FISICO 2016 – 2017 finalizzati all’integrazione della DISABILITÀ & NORMALITÀ condotte da Nagi Tartamella, Florian Lasne -------------------------- PROSSIMO APPUNTAMENTO SABATO 25 FEBBRAIO 2017 A CASCINA MACONDO -------------------------- Le giornate di formazione vogliono essere l'occasione di creare un gruppo di lavoro interessato ad incontrare il mondo della disabilità attraverso i linguaggi del teatro e della danza. Parallelamente agli incontri con i ragazzi disabili, ci sembra importante dedicare un laboratorio agli adulti normodotati per permettere loro di immergersi in prima persona in un lavoro creativo ed espressivo, al fine di acquisire delle competenze di base nell'ambito del teatro sociale e della danza. L'acquisizione di tali competenze permetterà di accompagnare le persone disabili attraverso “l'azione teatrale e danzata” con maggiore prontezza e disponibilità. Darà inoltre la possibilità di dare forma alla propria creatività, di apprendere delle tecniche per la creazione di materiale scenico, di imparare giochi ed esercizi teatrali di gruppo da poter riutilizzare in altri contesti --------------------------------- per altre informazioni COPIA E INCOLLA IL SEGUENTE LINK SUL TUO BROWSER: http://www.cascinamacondo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1433:formazione-danzateatro-integrazione-normalita-a-disabilita&catid=102:news&Itemid=90
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LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO A PALAZZO BAROLO - mercoledì 9 novembre 2016, ore 18.00
IL GARANTE DEI DETENUTI DELLA CITTÀ DI TORINO E CASCINA MACONDO, CON IL PATROCINIO DELLA CITTA' DI TORINO, PRESENTANO IL LIBRO: 'LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO - I DETENUTI RACCONTANO -' a cura di Pietro Tartamella ----- antologia di diari, riflessioni, racconti, poesie, haiku, cut-up dei detenuti che hanno frequentato i laboratori del progetto europeo PAROL nella casa di reclusione di alta sicurezza “Rodolfo Morandi” di Saluzzo e nella casa circondariale “Lorusso-Cutugno” di Torino ----------- Giovane Holden Edizioni - Collana Cascina Macondo --------- MERCOLEDÌ 9 NOVEMBRE 2016, ORE 18.00 - PALAZZO BAROLO Via Delle Orfane, 7 - TORINO --- letture a cura dei Narratori di Macondo, Volcaedi, Verbavox, alunni della Scuola Primaria Lessona -- INGRESSO GRATUITO - LA CITTADINANZA E' INVITATA --
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SCRITTURALIA - speciale appuntamento domenica 4 dicembre 2016 - NON PUOI MANCARE!
appuntamento per scrittori e poeti - INSIEME A CASCINA MACONDO DOMENICA 4 DICEMBRE 2016 dalle ore 9.30 (arrivo puntuali) sino alle ore 20.30, con spaghettata finale per cena. Per mezzogiorno, invece, ognuno porta il suo pranzo al sacco, e le sue bevande. Il tutto verrà condiviso con gli amici intervenuti --------------- Munirsi di computer portatile, o macchina per scrivere, o biro o stilografica, o penna d’oca, inchiostro, fogli, e quant'altro si ritiene opportuno per scrivere un giorno intero IMMERSI NELLA PRODUZIONE DI FAVOLE ESOPICHE. --------------- PER I DETTAGLI COPIA E INCOLLA IL SEGUENTE LINK SUL TUO BROWSER: http://www.cascinamacondo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1426:scritturalia-extramuros-appuntamento-domenica-4-dicembre-2016&catid=102:news&Itemid=90
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CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA 2016
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA 2016 --- La sottoscritta ANNA MARIA VERRASTRO presidente dell'associazione CASCINA MACONDO APS convoca l’assemblea ordinaria dei soci presso la sede di Cascina Macondo con il seguente ordine del giorno: 1) Approvazione del bilancio consuntivo 2015 - 2) Verifica programmazione 2016 - 3) Relazione sulla chiusura del progetto PAROL! - 4) Varie e d eventuali ------------ PRIMA CONVOCAZIONE: Sabato 19 novembre 2016 alle ore 9,00 ------- SECONDA CONVOCAZIONE: DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016 ALLE ORE 21.30 ----- Il seguente avviso è stato affisso alla bacheca dell'Associazione oggi 19 ottobre 2016 ----- Sarà inviato via e-mail ai soci in regola con il pagamento della quota in data 31 ottobre 2016 ----- E' pubblicato sul sito dell'Associazione dal giorno 20 ottobre 2016 ----- Sarà inserito nelle news di Frecciolenews di Cascina Macondo due settimane prima della convocazione ------ Il presidente Anna Maria Verrastro --- Riva presso Chieri, 19 ottobre 2016 --- Borgata Madonna della Rovere, 4 - Riva Presso Chieri - Torino
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CERIMONIA DI PREMIAZIONE CONCORSO HAIKU: DOMENICA 20 NOVEMBRE A CASCINA MACONDO
Organizza i tuoi impegni per essere presente alla cerimonia di premiazione del concorso haiku domenica 20 novembre 2016 a Cascina Macondo. Prenota in tempo l'antologia (tiratura limitata)SUL TAVOLO UN CAPPELLO ----------------------- PROGRAMMA: * inizio 14,30 puntuali * lettura ad alta voce intorno al fuòco degli Haikù classificati, a cura del Gruppo I NARRATORI DI MACONDO e del gruppo VÈRBAVÒX * dimostrazione e performance di TAIKO - tamburo giapponese. (Il TAIKO, strumento tradizionale, valorizza la bellezza e l’importanza dei silènzi del còrpo tanto quanto il suòno e il ritmo). * cottura Raku dal vivo dei manufatti prèmio * consegna dei prèmi e dell’antologìa SUL TÀVOLO UN CAPPÈLLO * thè, caffè, spicchio di torta per un momento conviviale * tèrmine della manifestazione ore 18,30 circa
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SUL TAVOLO UN CAPPELLO - antologia haiku
Prenota in tempo (tiratura limitata) la tua copia di SUL TAVOLO UN CAPPELLO antologia di 114 haiku selezionati al Concorso Internazionale Haiku di Cascina Macondo, edizione 2016. La cerimonia di premiazione è fissata per domenica 20 novembre 2016. COPIA E INCOLLA IL SEGUENTE LINK SUL TUO BROWSER: http://www.cascinamacondo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1415:risultati-del-concorso-internazionale-haiku-di-cascina-macondo-anno-2016&catid=102:news&Itemid=90
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“5-7-5 UNIVERSO HAIKU “ quindicinale a cura di Fabrizio Virgili - Nebbia noiosa, di Maurizio Petruccioli, e divagazione su Shiki
Nebbia noiosa. / Sono sciapi i cachi / anche per Shiki. // (Maurizio Petruccioli) ------------------------------------------------------- Leggendo gli haiku che appaiono di volta in volta sul Face Book di Cascina Macondo, ci siamo imbattuti in questo, prettamente stagionale per via dei cachi. Masaoka Shiki è stato uno dei grandi Maestri di haiku. In passato abbiamo commentato qualche suo componimento in queste News. Potete rintracciarli nell’Archivio di Cascina Macondo. Era giornalista e fu corrispondente di guerra in Cina, ove si ammalò di tubercolosi, morendone a soli 35 anni, nel 1902. La citazione di Maurizio, che ringraziamo per l’assist, ci rimanda a diverse composizioni di Shiki, in cui si parla di questi frutti. Ne riportiamo un paio: Mentre mangio un cachi / suona la campana. / Horyuji. // -------- Ovviamente la quantità sillabica si perde nella traduzione. Il tempio buddhista Horyu si trova a Nara. È antico e molto venerato in Giappone. L’haiku viene da “Riposandomi in un caffè vicino al tempio Horyu”. All’epoca di questo componimento Shiki non si era ancora aggravato, ma poi trascorse i suoi ultimi anni a letto. Ci ha lasciato haiku delicati e spesso tristi, scritti dalla condizione di malato che si accontenta di osservare le piante e i fiori attraverso la finestra della sua camera ---- Senza mangiare / neanche un cachi / ho scritto raccolte di dialoghi. // ------- Questo componimento viene da “Mal di stomaco”. Masaoka Shiki aveva la caratteristica di scrivere i suoi haiku in verticale, per cui al termine della stesura appariva una lunga striscia di ideogrammi che attraversava il foglio dall’alto in basso. Invitiamo tutti a leggere i versi del grande Shiki. Ve ne porgiamo un paio, che per ragioni di spazio vengono vergati in orizzontale. “Una sola nuvola. / È una gran cosa / nel cielo di stasera” ---------------- “Metto la sedia / dove le mie ginocchia / possono toccare le rose”. -------------- fabrizio.virgili@cascinamacondo.com --- cos’è un Haiku? / un attimo di vita / che si fa verso.
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“UKA SHA SHA ASCOLTANDO I NATIVI AMERICANI” quindicinale a cura di Pietro Tartamella - RITI DI PASSAGGIO
RITI DI PASSAGGIO: I Riti di Passaggio dei Dakota cadenzavano la crescita dell'uomo e della donna. Ogni rito faceva assumere nuovi doveri e impegni, e nuovi diritti. L'assegnazione e la cura del Primo Cavallo segnava per il ragazzo l'inizio del cammino verso l'età adulta. Quella mansione lo introduceva nel lungo processo di apprendimento dell'arte del guerriero. La seconda tappa era diventare Approviggionatore. Il ragazzo seguiva i cacciatori esperti, spesso da lontano, per imparare l'arte dell'inseguimento. In questa situazione era Portatore di Mocassini. I mocassini andavano cambiati di frequente specie quando nevicava o il terreno era bagnato. Il ragazzo era responsabile di far trovare a ciascun membro della spedizione i propri mocassini asciutti per un cambio veloce. Il giorno in cui il giovane sarebbe diventato comandante di un gruppo di caccia o di assalto segnava la fine dell'adolescenza e l'inizio dell'età adulta. Per le donne il primo Rito di Passaggio era il Tempo della Luna che contrassegnava il primo Ciclo Mestruale. Nella tradizione Choctaw la madre della ragazza, o la parente più anziana, andava al torrente e prelevava un pezzo di muschio che poi portava alla Tenda della Luna. Un paio di gocce del sangue mestruale veniva fatto cadere sul muschio che veniva poi riportato al torrente. La cerimonia stabiliva un collegamento con la Madre Terra e celebrava la fertilità della giovane che veniva ora considerata dalle Sorelle come una delle Madri della Forza Creatrice e come Madre-Nutrice dei sogni della tribù. Il momento di passaggio veniva celebrato pubblicamente con una festa (poteva durare 2 giorni) offerta dalla famiglia. I partecipanti si dipingevano il volto e indossavano le vesti migliori. La ragazza si dipingeva il viso con una Luna Rossa ed entrava così nell'età adulta. Prima della festa il cerimoniale voleva che i nonni materni della ragazza legassero i genitori alla vita con una corda di pelle di daino intrecciata lunga 12 metri. Un capo della corda era legata alla vita della ragazza la quale danzava attorno ai genitori che facevano perno. La ragazza si fermava ad ognuna delle 4 Direzioni esprimendo gratitudine per l'amore e l'attenzione ricevuti dai genitori durante l'infanzia. Il giro veniva fatto quattro volte. Alla fine della danza i genitori riconoscevano pubblicamente alla ragazza il diritto di prendere le proprie decisioni sulle quali essi non avrebbero mai interferito e di cui solo lei era d'ora in poi responsabile. La figlia tagliava la corda simboleggiando il cordone ombelicale. Tutti acclamavano di gioia. Presso i Sioux il passaggio della donna all'età da marito veniva fatto con una cerimonia detta Hunka. Si dichiarava la "stagione aperta" ai corteggiamenti. La ragazza veniva trasportata da alcuni guerrieri, che avevano l'età del padre, dalla sua tenda ad una tenda cerimoniale, ponendola al cospetto di un Onorabile Anziano che le illustrava le sue nuove responsabilità di fronte alla tribù. La ragazza riceveva un nuovo abito ed era tenuta a seguire le leggi della tribù e ad essere puntuale nell'applicazione dei suoi doveri: accudire i bambini, occuparsi dei deboli, dei malati, degli anziani, del marito guerriero. Era tenuta ad alimentare i Sogni del Popolo. ---- pietro.tartamella@cascinamacondo.com
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“LESSICO INGLESE goccia a goccia – ENGLISH LEXICON drop by drop” - settimanale a cura di Pietro Tartamella - EYESORE, BOUT
EYESORE /ˈaɪsɔ:r/ n. pugno nell'occhio (fig.); cosa che offende la vista; enormità; orrore; mostruosità. ---------------------------------------------------------------------- BOUT /baʊt/ n. 1) (reggenza: bout of + sost.) breve periodo di attività intensa: (a bout of exercise = un intenso periodo di esercizi fisici); (a bout of violence = un'esplosione (o uno scoppio) di violenza); (a bout of generosity = un accesso di generosità); (drinking bout = bevuta; bisboccia) --- 2) (sport) incontro (di boxe o di lotta)--- 3) (med. e fig.) (reggenza: bout of + sost.) attacco; accesso: (a bout of flu = un attacco d'influenza); (a bout of fear = un attacco di paura) ---------- pietro.tartamella@cascinamacondo.com -------- (i vocaboli sono tratti dal Dizionario inglese/italiano – italiano/inglese “Ragazzini” - Zanichelli editore. Il dizionario Ragazzini contiene anche la fonetica delle parole inglesi e, nel cd-rom, la pronuncia sonora di tutti i lemmi inglesi: http://dizionari.zanichelli.it/dizionariOnline)
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Questa settimana a Radio Fahrenheit
Mercoledì. Migliaia di lettere di mercanti e fonti reperite in diverse città e in due continenti - da Firenze a Londra, da Amsterdam a Lisbona, da Marsiglia a Goa - mettono in luce l'ampia gamma di accordi stretti dagli ebrei livornesi con altri ebrei ma anche con cristiani e indiani: unioni matrimoniali, contratti commerciali, accordi diplomatici e alleanze strategiche saldate a dispetto del persistere di persecuzioni e pregiudizi di natura religiosa. Francesca Trivellato “Il commercio interculturale” (ed. Viella) - LIBRO DEL GIORNO. Giuseppe si è ucciso gettandosi dal balcone. C'era da aspettarselo da un frustrato, uno che, dopo le utopie giovanili, si era adagiato a vivere all'ombra del suo ambiente, pur di goderne i privilegi. Così almeno la pensa Fausto, il figlio. Tommaso Giagni “ Prima di perderti” (ed. Einaudi) ------ Giovedì. Immaginateveli, si, i vostri figli o alunni come se fossero degli asinelli, perché asini lo sono davvero - so bene che su questo punto siete d'accordo con me - ma immaginateli come asini turbolenti, pieni di paure e ombre, ma anche di desideri inconfessati, di passioni inespresse, affamati di vita, di ignoto, di sogni. Marco Martinelli “Aristofane a Scampia” (ed. Ponte alle Grazie) - LIBRO DEL GIORNO. «Quattro mogli, quattro donne tra le tante amate e tradite dallo scrittore più famoso e tormentato della sua generazione. Tra la Parigi degli Anni Venti e Key West, tra Cuba e l'America della Guerra Fredda, le quattro Mrs. Hemingway si passano il testimone per raccontare una storia densa di passioni e tradimenti, di intrighi, ambizioni e gelosie. Naomi Wood “Quando amavamo Hemingway” (ed. Bookme) ------- Venerdì . Nel corso del Novecento i movimenti femministi hanno portato sulla scena della storia, della cultura, della politica le vicende che riguardano il corpo, svelando le discriminazioni, le subordinazioni e le cancellazioni subite dal genere femminile per secoli. Graziella Priulla “La libertà difficile delle donne” (ed. Settenove) - LIBRO DEL GIORNO. Pubblicato per la prima volta nel 1958 e finalista nello stesso anno al premio Pulitzer, Warlock è un classico del western «revisionista»: un romanzo epico e corale che, precorrendo Meridiano di sangue di Cormac McCarthy, esplora con originalità il mito fondativo della Frontiera americana. Oakley Hall “Warlock” (ed. Sur) - Con Tommaso Pincio ---------- Il nuovo sito di “Ad alta voce” è una grande libreria da ascoltare disponibile - sempre e gratuitamente - dal computer e dallo smartphone: più di duecento romanzi e racconti letti dalle grandi voci del teatro italiano. Da questa settimana: ”Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini, letto da Tommaso Ragno -------- fahre@rai.it
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L’insulto è un atto politico – parte 1
Maria Galindo, femminista del Collettivo Mujeres Creando, è di certo tra le donne che hanno ricevuto più insulti nel mondo. La sua lunga e coraggiosa attività creativa, in un paese tutt’altro che facile come la Bolivia, è sempre stata segnata da azioni dirompenti e provocatorie nei confronti del dominio maschile e dell’ipocrisia dello Stato e della Chiesa cattolica. È dunque in primo luogo l’esperienza che la spinge a riflettere sulle possibilità concrete di neutralizzare la portata e la valenza politica di comportamenti – quasi sempre ispirati dalla debolezza, dall’incapacità di confronto e dalla frustrazione – che però acquisiscono efficacia solo nel momento in cui fanno male. Quando l’insulto incontra indifferenza o ironia, perde invece ogni possibilità di umiliare o di screditare la persona che lo subisce. Per questo ridere di un insulto che ci viene diretto non è solo un segno di forza ma un atto politico che afferma una grande e bella libertà ----- “Essere una delle donne più insultate della società mi obbliga, e allo stesso tempo mi ispira, a parlare di insulto. Non mi interessa di parlarne dalla parte della vittima, né da quella di chi denuncia pubblicamente l’affronto subito. Mi interessa condividere qualcosa con centinaia di donne chiamate: pazza, brutta, grassa, puttana, immorale, femminazista, pervertita, stupida, infantile, isterica, maschiaccio, lesbica, anormale, eccetera; mi interessa condividere con tutte loro questo semplice metodo di neutralizzazione dell’insulto. Un metodo utile per la vita personale che si converte in una strategia di lotta, dato che l’insulto è diretto a umiliarti pubblicamente e a screditare la tua libertà, il tuo comportamento e i tuoi sogni. L’insulto non è un riflesso della forza, capacità di argomentare o intelligenza; l’insulto – compagne – è sempre segno di assenza di argomenti, di debolezza e paura. E’ sempre un segnale dell’incapacità di discutere delle idee, è molte volte l’anticamera della violenza fisica ed è una forma di violenza psicologica che per perpetrarsi ha bisogno di avere un effetto negativo su di te. ‏Nel momento in cui non ti coinvolge, non ti fa male, non ti interessa, non ti classifica o non ti caratterizza, l’insulto perde tutta la sua forza. Perciò è importante capire che chi ti insulta sta qualificando se stesso, non te. Per esempio, se qualcuno ti qualifica come pervertita per il fatto di essere lesbica, molte volte quello che sta facendo è negare la propria omosessualità e tirare fuori il suo panico per il fatto di essere omosessuale. Molti degli insulti ricevuti questa settimana riflettono il panico sociale del maschio per vedersi minacciato nella sua vulnerabilità. … (segue)
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De André canta di Dio. Di vita e di amore – Frassineto Po (AL)
Sabato 5 novembre 2016, alle ore 21:30, a Frassineto Po (AL) presso l’Auditorium San Rocco, il LAPS-Laboratorio Artistico Piccolo Sipario di Casale Monferrato, è lieto di presentare il recital “De André canta di Dio. Di vita e di amore”, una rielaborazione de “La buona novella” che il cantautore genovese pubblicò a novembre 1970: un lp innovativo e raro nella proposizione perché non è soltanto una raccolta di brani ispirati a un tema omogeneo, ma è la narrazione di una storia intera (la vita di Maria, dalla fanciullezza spensierata all’atrocità della perdita del figlio) attraverso le canzoni. Un racconto da cui emerge la figura “di chi penso non fu altri che un uomo/ come Dio passato alla storia”, un uomo che turba, rompe gli schemi, sconquassa gli equilibri con quel suo insegnamento nuovo d’amore, contro le disuguaglianze, le prepotenze e le ingiustizie. Un uomo ribelle al male. E il male, purtroppo, non è passato di moda. ----- Lo spettacolo è portato in scena da Sergio Salvi – autore e interprete della elaborazione musicale – e da Silvana Mossano – autrice dei testi. E’ un tracciato di quattordici brani che avanza tra note e parole e su cui si muove la volontà di valorizzare la vita: spesso violata, bistrattata, addolorata, emarginata e, tuttavia, “da vivere” con la linfa e il sostegno dell’amore. E l’amore non può che essere sincerità, passione e dedizione assoluta: per una persona, per un popolo, per una causa, per un’idea. Con forza e con l’esempio, Qualcuno l’ha detto duemila anni fa; qualcuno, con fatica, si è impegnato a seguire quel comandamento nuovo; i più, ancora oggi, non ci credono. Invece, vale la pena provarci. ----- Biglietto unico Euro 5 ----- Segnalato da: Alfredo Rivoire - LAPS, alfredolaps@gmail.com
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L’insulto è un atto politico – parte 2
… Ascolto tutti i giorni storie di donne che soffrono per gli insulti dei loro amanti, figli o vicini. E’ il momento in cui ti senti male quello in cui si attiva il potere dell’insulto, se invece ne ridi di ogni insulto perde tutta la sua forza. ‏Rispondere ad un insulto con un altro è legittimare l’insulto ricevuto, è lasciarsi trascinare sul terreno dei pregiudizi e dell’odio, abbandonando il terreno delle idee, dei sogni e della libertà. Non si tratta esattamente dell’idea cristiana di porgere l’altra guancia, così poco praticata dai cristiani. Non porgo l’altra guancia, quello che propongo davanti a un insulto è di non porgere il cuore, la pelle, di non essere vulnerabili all’insulto. E’ possibile farlo se rompi con il controllo sociale, con il “cosa diranno”, togliendo – all’altro – il potere di governare la tua vita. E’ possibile farlo se capisci che, nel caso delle donne, il contesto sociale è di assurdo ricatto: se ubbidisci e ti sottometti sarai insultata, se ti ribelli e affermi la tua libertà sarai insultata comunque. Denigrare e insultare una donna è socialmente necessario per controllarla e definirla continuamente. Insultarti è un atto politico di potere per paralizzarti; ridere dell’insulto è un atto politico per affermare la tua libertà. L’insulto si può convertire in un coro, in un vicolo buio, dove quello che insulta compensa la sua debolezza e la sua paura riparandosi in un gruppo che lo segue per farti stare zitta. In quel momento sei di fronte alla forza di un fanatico, che è comparabile alla forza di un ubriaco e con un ubriaco – lo sappiamo noi donne per esperienza diretta – non vale la pena discutere. Non vale la pena di argomentare né di riflettere, Chi insulta non vuole capire, né ascoltare, ma solo denigrare, per questo non vale la pena cercare di spiegarsi con chi ti insulta. Quando piove tiri fuori l’ombrello, quando ti insultano tira fuori l’indifferenza o la risata. Di tutte queste strategie condivise ce n’è una che è la più liberatoria ed efficace, quella che neutralizza l’insulto in modo più efficace: è la rivendicazione dell’insulto stesso come luogo politico della trasgressione. Seguendo questo cammino sono arrivata ad affermarmi come puttana, frocia, pazza, brutta, grassa, maschiaccio, eccetera. Ognuna di queste parole pronunciate in prima persona neutralizza qualunque insulto, ci dà una potenza creativa inimmaginabile, ci colloca al di fuori della sua portata. Si tratta di aprire un nuovo luogo di libertà dove tutti gli insulti ricevuti si convertono in parole di cui possiamo riappropriarci e a cui possiamo dare nuovo significato. Chi ti dice puttana, quando demitizzi quella parola e ti rivendichi come puttana, smette di avere un senso paralizzante su di te. E’ il momento in cui hai il potere di toccare tutte le sensibilità sociali con libertà e astuzia, come chi suona un piano, una fisarmonica o le corde tese di una chitarra che vibra grazie al tuo tocco.” ------- Articolo tratto da http://comune-info.net
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Cattive nuove da Standing Rock
Polizia e militari attaccano il Oceti Sakowin Camp si possono vedere i video su: http://www.unicornriot.ninja/?p=10476 ---- La polizia ha usato strumenti acustici ad alta intensità e ci sono stati 107 arresti, incluso un anziano che in abiti cerimoniali stava pregando per tutte le persone raccolte sull’autostrada. .... E Obama non si è ancora pronunciato.... ----- Per info, contattare Dr. Naila Clerici, Redazione di TEPEE, Direttrice responsabile ed editoriale, Via San Quintino 6, 10121 Torino, cell. 3478207381, soconasincomindios.it, tepee.ideasolidale.org, facebook.com/pages/Soconas-Incomindios/
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Meraviglie dello Stato di Chu. Una mostra, tante storie. Conferenza – Padova
Giovedì 3 novembre 2016, ore alle ore 17.30, a PADOVA, presso i Musei Civici agli Eremitani, Sala del Romanino, piazza Eremitani 8: MERAVIGLIE DELLO STATO DI CHU, UNA MOSTRA, TANTE STORIE ----- Raccontare l’antica Cina attraverso la storia dei reperti archeologi da corredi funerari del Regno di Chu (V-III secolo a.C.), che giungono per la prima volta in Europa dal museo provinciale dello Hubei. Tra di essi notevoli sono i contenitori rituali in bronzo, gli strumenti musicali, le armi e gli oggetti preziosi in giada e legno laccato. Peculiari condizioni di deposizione, nell’ambiente umido dei laghi affacciati sul Fiume Azzurro, hanno consentito la conservazione di materiali organici, come legno, vernice, cuoio e seta, che si presentano a noi come se oltre duemila anni non fossero passati. La ricostruzione storica che in quest’occasione si propone al pubblico del Museo Archeologico trova concretizzazione nelle tre sedi museali nazionali di Este, Adria e Venezia dove è oggi in corso l’eccezionale esposizione dei reperti. Le antiche civiltà di Chu e dei Veneti antichi sono messe in relazione l’una con l’altra, grazie alla sostanziale contemporaneità storica. Le convergenze e le dissonanze sono rese trasparenti e comprensibili in un gioco di rinvii reciproci, che mette in rilievo le specificità, ma anche alcune caratteristiche comuni nelle modalità di strutturazione sociale e di rappresentazione del potere tra queste civiltà protostatali geograficamente agli antipodi. ----- Introduzione: Francesca Veronese, Musei Civici di Padova - Museo Archeologico ----- Conferenza di Sabina Magro per Cultour Active ----- Informazioni: Ingresso libero - Segreteria Museo Archeologico: tel. 049/8204572 - museo.archeologico@comune.padova.it
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DONNE UNITE CONTRO L’ISLAMOFOBIA - Laboratorio teatrale - PARMA
DONNE UNITE CONTRO L’ISLAMOFOBIA è un laboratorio teatrale, con un percorso che prevede 5 incontri di lavoro di 3 ore l'uno in cui far emergere e mettere in scena i nodi da approfondire sul rapporto donne e Islam, violenza alle donne e diritti, parità di genere e religione. --- Sono invitati/e uomini e donne, italiani e stranieri, che sono interessati al tema, senza che sia necessaria una preparazione teatrale. --- Conduce Massimiliano Filoni (Giolli Cooperativa Sociale) ---- Il laboratorio si terrà presso CIAC , Via Bandini 6 (primo piano) , PARMA, nei giorni 8-15-22-29 Novembre e 6 Dicembre 2016, Orari: 17-20 -----Costi: il laboratorio è gratuito, ma è necessario effettuare l’iscrizione all’Associazione Giolli per la copertura assicurativa ----- Per informazioni ed iscrizioni: Giolli Cooperativa Sociale, stage@giollicoop.it - tel. 0521 686385 ---- http://www.giollicoop.it/index.php/it/cosa-facciamo/progetti-socrates/130-progetti-enar/752-women-united-against-islamophobia
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Italia Giappone - a Milano
ITALIA GIAPPONE -- I MUSEI SCIENTIFICI DEL COMUNE DI MILANO PER IL 150° ANNIVERSARIO DELLE RELAZIONI TRA GIAPPONE E ITALIA 'UN CAMMINO LUNGO 150 ANNI' ------------------ 25 ottobre, ore 21.00 - Civico Planetario di Milano “Ulrico Hoepli”, Monica Aimone, Chiara Pasqualini “DA GOLDRAKE A SAILOR MOON: AVVENTURE STELLARI! ‘ANIME’ E ASTRONOMIA” -------------- 11 novembre, ore 18.00 - Museo di Storia Naturale di Milano, Elena Canadelli “IL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI MILANO E IL GIAPPONE NEGLI ANNI DELLA MAGENTA” ------- Mami Azuma “PAESAGGIO AGRARIO E BACHICOLTURA IN LOMBARDIA” -------------- 15 novembre ore 21.00 - Acquario e Civica Stazione Idrobiologica di Milano, Nicoletta Ancona “LA CARPA KOI TRA SIMBOLI E LEGGENDE NELLA TRADIZIONE GIAPPONESE” ------------------- 24 novembre, ore 18.00 - Museo di Storia Naturale di Milano, Giorgio Teruzzi “GIAPPONE ITALIA 250 MILIONI DI ANNI FA” ---- Cristiano Dal Sasso “LO SPINOSAURO DI MILANO, ICONA DELLA TOKYO DINO EXPO 2016” -------------- 2 dicembre, ore 18.00 - Museo di Storia Naturale di Milano, Mami Azuma “CAMPIONI DI LEGNO GIAPPONESE DEL TEMPO CHE FU” ---- Gabriele Galasso “IL VERDE DEL GIAPPONE CONQUISTÒ L’EUROPA” ------- busolinu@gmail.com
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Preghiera degli ergastolani per il Giubileo dei carcerati del 6 novembre 2016
Dal Luglio 2013 nel Codice penale del Vaticano non c’è più l’ergastolo. Papa Francesco ha definito l’ergastolo una pena di morte nascosta. ----------- Dio, siamo i cattivi, i maledetti e i colpevoli per sempre: siamo gli ergastolani, quelli che devono vivere nel nulla e marcire in una cella per tutta la vita. --- Dio, nelle carceri italiane ci sono uomini che sono solo ombre, che vedono scorrere il tempo senza di loro e che vivono aspettando di morire. --- Dio, molti ergastolani, dopo tanti anni di carcere, camminano, respirano e sembrano vivi, ma in realtà sono già morti. --- Dio, l’ergastolano non vive, pensa di sopravvivere e, in realtà, non fa neppure quello, perché l’ergastolo lo tiene solo in vita, ma non è vita. --- Dio, nessun “umano” o “disumano” meriterebbe di vivere una punizione senza fine, tutti dovrebbero aver diritto di sapere quando finisce la propria pena. --- Dio, nessun’altra specie vivente tiene un suo simile dentro una gabbia per tutta la vita; una pena che non finisce mai non ha nulla di umano e fa passare la voglia di vivere. --- Dio, dillo tu agli “umani” che gli ergastolani non hanno paura della morte perché la loro vita non è poi così diversa dalla morte. --- Dio, dillo tu agli “umani” che la pena dovrebbe essere buona e non cattiva, che dovrebbe risarcire e non vendicare. --- Dio, dillo tu agli “umani” che una pena che ruba il futuro per sempre, leva anche il rimorso per qualsiasi male uno abbia commesso. --- Dio, dillo tu agli “umani” che solo il perdono suscita nei cattivi il senso di colpa, mentre le punizioni crudeli e senza futuro fanno sentire innocenti anche i peggiori criminali. --- Dio, dillo tu agli “umani” che dopo tanti anni di carcere non si punisce più la persona che ha commesso il crimine, ma si punisce un’altra persona che con quel crimine non c’entra più nulla. --- Dio, come fa a rieducare una pena che non finisce mai? E poi che senso avrebbe morire in cella rieducati? Dio, pensiamo che a te importi più che si possa ritornare rieducati fra gli uomini, a portare buone parole, che un rieducato morto, che neanche tu forse sapresti cosa farne... --- Dio, dillo tu agli “umani” che l’ergastolo è una vera e propria tortura, che umilia la vita e il suo creatore. --- Dio, dillo tu agli “umani” che la miglior difesa contro l’odio è l’amore e la miglior vendetta è il perdono. --- Dio, non so pregare, ma ti prego lo stesso: se proprio non puoi aiutarci, o se gli umani non ti danno retta, facci almeno morire presto. -------- Carmelo Musumeci www.carmelomusumeci.com
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