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Staff Macondo

LA STRETTA DI MANO E ILCIOCCOLATINO a Cascina Speranza - Riva Presso Chieri (TO) - 2 febbraio 2017
L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “QU... continua.

CONCORSO INTERNAZIONALE HAIKU CASCINA MACONDO - ANNO 2017
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UNA PAGINA PER VELA E VIA COL VENTO... programmazione 2017 Cascina Macondo
2018 !!!! Un anno ricco di eve... continua.

ADOTTA UN FILO D'ERBA - adottati ad oggi 872 fili d'erba
Più di 500 giovani sono stati ... continua.

“UKA SHA SHA ASCOLTANDO I NATIVI AMERICANI” quindicinale a cura di Pietro Tartamella - SALTELLI PRIVI DI SENSO
SALTELLI PRIVI DI SENSO: Al ... continua.

“LESSICO INGLESE goccia a goccia – ENGLISH LEXICON drop by drop” - settimanale a cura di Pietro Tartamella - POLISH
POLISH /ˈpɒlɪ&... continua.


Utenti Frécciolenews

Questa settimana a Radio Fahrenheit
Mercoledì. Scontrini abbandona... continua.

Cineforum a Genova
Prossimo appuntamento con il c... continua.

TEATRINI - Alla ricerca di sogni perduti – Padova
Sabato 21 gennaio 2017, alle o... continua.

Psicologi per la memoria storica – Torino
Il 27 gennaio 2017, alle ore 2... continua.

CENA DANSOIRA - Torino
Venerdì 27 gennaio dalle ore... continua.

SUMMER STUDENT PROGRAMME al CERN di GINEVRA
Il CERN, Centro Europeo di Ric... continua.

Recensione di un uomo ombra semilibero a “Giustizia e carceri secondo papa Francesco” - parte prima
“Il carcere come punizione. E ... continua.

Recensione di un uomo ombra semilibero a “Giustizia e carceri secondo papa Francesco” - parte seconda
...Papa Francesco: Tutti i cri... continua.

Recensione di un uomo ombra semilibero a “Giustizia e carceri secondo papa Francesco” - parte terza
...Papa Francesco: Il corrotto... continua.

Sabina Rossa e Agnese Moro contro la 'Pena di Morte Viva' - parte prima
L’ex Presidente della Repub... continua.

Sabina Rossa e Agnese Moro contro la 'Pena di Morte Viva' - parte seconda
............ Dostoevskij di... continua.


LA STRETTA DI MANO E ILCIOCCOLATINO a Cascina Speranza - Riva Presso Chieri (TO) - 2 febbraio 2017
L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “QUELLI CHE… CESARE LOMBROSO” e CASCINA MACONDO PRESENTANO: LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO - i detenuti raccontano - di Pietro Tartamella Edizioni Giovane Holden - Collana Cascina Macondo ----------------------------- Le attività dell’associazione culturale “Quelli che…Cesare Lombroso”, fondata e presieduta da Fabrizio Biagio Carillo, ufficiale dell'Arma dei carabinieri e criminologo, ruotano attorno al concetto di legalità. Nel 2016 ha compiuto cinque anni di vita. Oggi ospita “La stretta di mano e il cioccolatino – i detenuti raccontano” un libro che puntigliosamente narra l'esperienza di due anni di lavoro in carcere con il progetto europeo Parol. Un libro-diario che mostra come è andato avanti Parol, cosa è successo, quali progressi, quali sconfitte, quali entusiasmi, quali delusioni, quali alleanze. Un diario che diventa anche una fotografia. Una fotografia della nostra Italia. Si propone di far entrare il lettore nell’universo carcere piano piano, come è accaduto all’autore e ai suoi collaboratori, e fargli vivere pagina dopo pagina quello che essi hanno vissuto. Il resoconto ha così davvero valore di testimonianza e una utilità per tutti coloro che lavorano in carcere: dai direttori, agli agenti, alle amministrazioni penitenziarie, ai detenuti, ai cittadini liberi, e a coloro che si accingono a progettare percorsi europei nelle carceri. Ma anche un valore letterario nel mostrare, attraverso gli scritti, i racconti, le poesie, gli haiku, i cut-up dei detenuti, quel mondo sconosciuto ai più che vive e palpita dietro le sbarre. Il progetto Parol è stato occasione di riflessione in molte scuole elementari e superiori della città di di Torino e provincia. Bambini e adolescenti, attraverso gli scritti dei detenuti, hanno affrontato tematiche di legalità, convivenza, libertà, giustizia e diritti umani. In un secondo momento hanno contribuito (con il nuovo progetto Omnia Fabula - Intramuros/Extramuros) ad offrire spunti di riflessione attraverso la scrittura di favole da cui trarre preziosi insegnamenti --------------------------- GIOVEDÌ 02 FEBBRAIO 2017, ORE 21.00 ---------------- cittadini liberi prestano la loro voce ai detenuti ---------------- RISTORANTE “CASCINA SPERANZA”, Via Roma, 35 - Riva Presso Chieri - Torino, Tel. 011.9468186 - e-mail: cascinasperanza@libero.it ------------ LETTURE A CURA DEI NARRATORI DI MACONDO e VOLCAEDI ----------- INGRESSO GRATUITO - LA CITTADINANZA È INVITATA ------------ SI RINGRAZIANO PER LA COLLABORAZIONE dott. Fabrizio Biagio Carillo, dott. Mario Ghirardi, Cascina Speranza, i lettori: Annette Seimer, Bruna Parodi, Giusy Amitrano, Pietro Tartamella ------- link alle recensioni: http://www.cascinamacondo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1374:la-stretta-di-mano-e-il-cioccolatino-recensioni&catid=102:news&Itemid=90
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CONCORSO INTERNAZIONALE HAIKU CASCINA MACONDO - ANNO 2017
questa notte alle ore 24.00 scade il termine per partecipare alla 15° Edizione del Concorso Internazionale Haiku Cascina Macondo. La partecipazione è gratuita. Per conoscere le modalità, i premi, gli sponsor e tutto ciò che è utile sapere COPIA E INCOLLA IL SEGUENTE LINK SUL TUO BROWSER: http://www.cascinamacondo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1444:2017-15d-concorso-internazionale-haiku-cascina-macondo&catid=102:news&Itemid=90
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UNA PAGINA PER VELA E VIA COL VENTO... programmazione 2017 Cascina Macondo
2018 !!!! Un anno ricco di eventi, iniziative, appuntamenti, idee, incontri, proposte, passioni, per la promozione del libro, della lettura ad alta voce, della poetica haiku, per l'integrazione della disabilità... ANCHE TU POTRESTI FARNE PARTE!!!!! COPIA E INCOLLA IL SEGUENTE LINK PER ACCEDERE AL PROGRAMMA: http://www.cascinamacondo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1500:una-pagina-per-vela-e-via-col-vento-programma-2018&catid=102:news&Itemid=90 ------------------------------------------------------ UN GRAZIE A COLORO CHE CI AIUTANO A REALIZZARE UNA PAGINA PER VELA E VIA COL VENTO....
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ADOTTA UN FILO D'ERBA - adottati ad oggi 872 fili d'erba
Più di 500 giovani sono stati coinvolti nella produzione di favole. Cascina Macondo ritiene di non dover disperdere questo grande patrimonio di relazioni! ADOTTA UN FILO D'ERBA!!! - COPIA E INCOLLA IL SEGUENTE LINK SUL TUO BROWSER: http://www.cascinamacondo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1436:adotta-un-filo-derba&catid=102:news&Itemid=90
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“UKA SHA SHA ASCOLTANDO I NATIVI AMERICANI” quindicinale a cura di Pietro Tartamella - SALTELLI PRIVI DI SENSO
SALTELLI PRIVI DI SENSO: Al Buckingham Palace di Londra nel 1841 quando George Catlin fece esibire la sua compagnia di danzatori Ojibway dinanzi alla regina e alle autorità, era presente anche lo scrittore Charles Dickens che così giudicò i danzatori indiani: "Stavano accoccolati, sputavano sulla tavola. Esemplari di una razza consunta e marcia. Le loro danze si riducono ad un saltellare a tondo privo di senso. I loro canti fanno lo stesso effetto dell'urlo dei cori nelle opere italiane". ---- pietro.tartamella@cascinamacondo.com
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“LESSICO INGLESE goccia a goccia – ENGLISH LEXICON drop by drop” - settimanale a cura di Pietro Tartamella - POLISH
POLISH /ˈpɒlɪʃ/ n. 1) lustro; lucentezza; levigatezza --- 2) lucidatura; lucidata; lustrata: (My shoes need a good polish = le mie scarpe hanno bisogno di una bella lucidatina) --- 3) [U][C] lucido; vernice: shoe-polish = lucido per scarpe --- 4) [U] (fig.) finezza; raffinatezza; squisitezza; eleganza --- )5 [U] (tecn.) polish; materiale per rivestimento superficiale (cera, lacca, ecc.)--- 6) [U] smalto per le unghie ------------------- ● (a tin of metal polish = un barattolo di preparato per lucidare metalli) ------- (a writer of remarkable polish = uno scrittore assai raffinato) ------------- (His manners lack polish = le sue maniere sono un po' rozze). ---------- pietro.tartamella@cascinamacondo.com -------- (i vocaboli sono tratti dal Dizionario inglese/italiano – italiano/inglese “Ragazzini” - Zanichelli editore. Il dizionario Ragazzini contiene anche la fonetica delle parole inglesi e, nel cd-rom, la pronuncia sonora di tutti i lemmi inglesi: http://dizionari.zanichelli.it/dizionariOnline)
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Questa settimana a Radio Fahrenheit
Mercoledì. Scontrini abbandonati sul bancone dei bar, liste della spesa rimaste nelle casse dei supermercati, etichette con indirizzi vergati da grafie impossibili, cartoline consumate, libretti con le istruzioni dei telefoni cellulari, bugiardini dei medicinali, carte di caramelle e stagnole di cioccolatini. Gli 'Scarti' collezionati da Mercenaro compongono un bizzarro catalogo di memorabilia che raccontano frammenti di vita, ma soprattutto evocano e descrivono le opere e le gesta di grandi autori: da Casanova a Benedetto Croce, da Saba a Stendhal. L'autore invita il lettore a compiere un viaggio sentimentale, folle e stravagante. Giuseppe Marcenaro “Scarti” (Ediz. Il Saggiatore) - LIBRO DEL GIORNO. In un futuro non troppo lontano, tutti i sopravvissuti alle deportazioni nazifasciste sono ormai scomparsi e l’Italia è scossa da un rigurgito antisemita. In un clima ostile, Pacifico Lattes, giovane studioso del museo della Shoah di Roma, prepara un’importante mostra sugli ultimi superstiti ai campi di concentramento. Il suo minuzioso lavoro di archiviazione e conservazione, però, sembra improvvisamente crollare di fronte alla notizia della possibile esistenza di un sopravvissuto ancora in vita… . Massimiliano Boni “Il Museo delle penultime cose” (Ediz. 66th and 2nd) ------------ Giovedì. Janusz Korczak non è sopravvissuto all’inferno di Treblinka, ma ci ha lasciato “Le regole della vita”. Paolo Perticari ha curato gli scritti, semplici e ancora incredibilmente attuali, del pedagogo artista che per coerenza con la sua disciplina e la sua passione accompagnò i suoi piccoli allievi fino a dentro Treblinka e ce li ripropone. - LIBRO DEL GIORNO. Stracciari registra i silenzi. Registra anche i suoni; gli piacciono i suoni, i silenzi, le calze delle donne, la carta che si infilava tra i raggi della bicicletta per far finta di avere una moto, il suono del modem le prime volte che ci si collegava a internet, il messaggio che si sentiva quando entravi in banca “Siete pregati di depositare gli oggetti metallici nell’apposita cassettiera”. Ci farebbe una mostra, di silenzi e di suoni... . Paolo Nori “Undici treni” (Ediz. Marcos y Marcos) ------------- Venerdì. LIBRO DEL GIORNO. Nel corso della Seconda guerra mondiale il giovanissimo Edmond riesce a fuggire da un campo di sterminio e a raggiungere alcuni partigiani ebrei che tentano di resistere all'esercito tedesco nascondendosi nella foresta ucraina. Sotto il comando del loro leader, Kamil, questo gruppo di uomini, donne e bambini lotta contro il freddo e l'estrema miseria, organizzando agguati ai danni dell'esercito tedesco e deragliamenti di treni. Perché il loro scopo non è solo quello di sopravvivere, ma di salvare il proprio popolo e raggiungere 'la vetta', il luogo tanto geografico quanto spirituale della loro realizzazione. Aharon Appelfeld “Il partigiano Edmond” (Ediz. Guanda) ---------- fahre@rai.it
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Cineforum a Genova
Prossimo appuntamento con il cineforum “casalingo” a Genova mercoledì 25 gennaio, ore 20, con il film POCAHONTAS. --- Se ci sono adesioni, sarà proiettare alle 19 il cortometraggio, molto bello, sulla protesta di Standing Rock, curato dai soci dell’Astigiano, che aiuterà a riflettere non solo sulle molte problematiche ambientali in terra indigena, ma anche su quanto sia importante la solidarietà collettiva e l’impatto sui mezzi d’informazioni. --- Tra le 19.30-20 ci sarà anche spazio per chi desidera cenare insieme (ognuno porta qualcosa, come sempre). --- L’incontro è in un luogo privato, ma aperto a tutte le persone interessate. Dopo l’adesione sarà inviato l’indirizzo esatto di Genova centro. ----- Info: Dr. Naila Clerici - Docente di Storia delle Popolazioni Indigene d'America, Università di Genova - Redazione di TEPEE, Direttrice responsabile ed editoriale, Via San Quintino 6, 10121 Torino, cell. 3478207381,
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TEATRINI - Alla ricerca di sogni perduti – Padova
Sabato 21 gennaio 2017, alle ore 18.00, a Padova, presso la Galleria laRinascente, Piazza Garibaldi, inaugurazione della mostra “TEATRINI” di Francesco Musante. --- Saranno esposte oltre 40 opere inedite dell’artista, create per questa occasione. Nelle sue produzioni in mostra a Padova Francesco Musante propone una nuova serie di lavori chiamati appunto “Teatrini” rinnovando la sua incontenibile creatività che partendo dall'ispirazione della Pop Art americana e passando attraverso l'esperienza della Secessione viennese ed i Combine Paintings di Rauschemberg, lo ha portato ad essere oggi uno degli Artisti più seguiti in Italia. ---- L'Autore è innamorato di Padova, città che gli ha dedicato fino ad oggi almeno dieci esposizioni personali tra Gallerie private e spazi pubblici; anche per questo ha voluto presentare proprio a Padova la nuova serie pittorica dei “Teatrini”, che evidenzia le peculiarità di Musante: la sua capacità autoironica - spesso è il soggetto stesso dei suoi dipinti – e la grande leggerezza con cui affronta tutte le tematiche della vita; guardando le sue opere si è immediatamente proiettati in un mondo “fantastico”, “fiabesco”, dove le lune sono sempre più di una, gli elefanti volano, gli alberi hanno case, gabbiette di uccellini, clown al posto delle chiome ed i treni vanno e vengono senza meta portando passeggeri con migliaia di storie da raccontare. ------------- Nato a Genova il 17 febbraio 1950, Francesco Musante si diploma al Liceo Artistico della sua città e poi alla sezione staccata Albertina di Belle Arti di Torino, frequenta inoltre la Facoltà di Filosofia di Genova e i corsi di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara. Attratto e condizionato dalla Pop Art americana e dai Combine Paintings di Rauschemberg, i suoi primi lavori riportano inserimenti di materiali e scritte. Importante risulta essere la sua attività di incisore che inizia già nei primi anni '70, dal '75 inizia un lungo lavoro pittorico dedicato alle figure femminili ispirate a Klimt ed alla Secessione Viennese che saranno esposte in importanti mostre a Roma, Odessa, Milano e La Spezia. A partire dai primi anni '80 si cominciano a vedere i caratteristici “omini” che ancora oggi lo rappresentano; la sua pittura comincia ad alleggerirsi delle tematiche “drammatiche” e diventa più “favolistica” richiamando, per la sua oniricità, Chagal e la tematica del sogno. Famose le sue grafiche a tema: dedicate alle favole di Pinocchio o di Andersen, alle poesie di Pablo Neruda, ai segni zodiacali o alle professioni. Si è dedicato all'illustrazione di diversi libri di favole e racconti mentre la sua attività espositiva si sviluppava in oltre 400 mostre sparse in tutto il mondo; ha contribuito, con i suoi personaggi, alla realizzazione della scenografia del programma televisivo Zelig nel 2007, ha realizzato i bozzetti per le scenografie ed i costumi per la Bohème del Teatro Carlo Felice di Genova. La sua collaborazione con la CD STUDIO d'ARTE di Padova continua da oltre vent'anni. ----- La mostra sarà visitabile fino al 26 febbraio. ---- All’inaugurazione sarà presente l'artista. ---- Ingresso libero, orario de laRinascente ---- info: Comune di Padova, Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche, Tel. 049 8204547, calores@comune.padova.it
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Psicologi per la memoria storica – Torino
Il 27 gennaio 2017, alle ore 20:30, l'associazione Onlus Psicologi per i Popoli Torino organizza “Psicologi per la memoria storica”, una serata di spettacolo e riflessione sul tema della commemorazione storica in occasione della Giornata della memoria 2017, che si terrà a Torino presso la sala polivalente di via Luserna di Rorà 8. --- La Presidente Dott.ssa Maria Teresa Fenoglio e i soci invitano tutta la popolazione ad un evento di sensibilizzazione sui temi dell'Olocausto e delle dittature e guerre contemporanee. --- La serata inizierà con la lettura ad alta voce dell'opera di Katherine Kressmann-Taylor 'Destinatario sconosciuto' (musiche all'organetto eseguite da Franco Rubatto, lettori Luciano Sacco e Alessio Sandalo). --- Ad animare il dibattito e l'approfondimento dopo la lettura, contribuirà la Dott.ssa Carla Ortona, psicologa psicoterapeuta, socia volontaria di Psicologi per i Popoli Torino e appartenente alla Rete ECO Ebrei contro l'occupazione. Ingresso libero. --- L'evento sarà preceduto da apericena a buffet presso il locale “Retrò”, in via Vigone 44/d Torino. Prenotazione obbligatoria: 3937076960 bistrotretro@libero.it ----------- Info: Ufficio Stampa Dott. Alessio Sandalo – tel. 3461864672 – alessiosandalo@gmail.com
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CENA DANSOIRA - Torino
Venerdì 27 gennaio dalle ore 19.30 , l'Associazione Baldanza in collaborazione con la Direzione Centrale Politiche Sociali - progetto 'MOTORE DI RICERCA - comunità attiva' del Comune di Torino, invita alla CENA DANSOIRA. La serata si svolgerà presso l'Antico Teatro dell’IRV in C.so Unione Sovietica 220/d (parcheggio interno) – TORINO. -- Portare bevande, cibarie e ....... tanta voglia di danzare!! -- -- Se non arrivate per cena ricordate di portare una bibita da condividere.... Ingresso libero, non è necessaria la prenotazione, vi aspettiamo come sempre in tanti!!!! . La serata sarà animata da RINALDO DORO . Per informazioni: Chiara Cell. 339.717.29.38 - Maria Cell. 349.181.57.15 - e-mail: baldanza@arpnet.it - www.arpnet.it/baldanza
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SUMMER STUDENT PROGRAMME al CERN di GINEVRA
Il CERN, Centro Europeo di Ricerca Nucleare di Ginevra, offre la possibilità di partecipare al Summer Student Programme, programma di tirocini estivi di 8-13 settimane. Possono candidarsi studenti iscritti da almeno tre anni ai corsi di laurea in Fisica, Ingegneria, Informatica ecc. con una buona conoscenza dell'inglese. Si offrono spese di trasferimento, assicurazione sanitaria e una indennità per vivere a Ginevra. Candidature entro il 27 gennaio. http://www.comune.torino.it/infogio/ric/2017/pub29410.htm
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Recensione di un uomo ombra semilibero a “Giustizia e carceri secondo papa Francesco” - parte prima
“Il carcere come punizione. E questo non è buono. Non c’è una vera pena senza speranza. Se una pena non ha speranza, non è una pena cristiana, non è umana. Per questo, la pena di morte non va. L’ergastolo, così freddo, è una pena di morte un po’ coperta.” (Papa Francesco) ------------ Patrizio Gonnella e Marco Ruotolo hanno curato il libro, appena uscito, dal titolo “Giustizia e carceri secondo papa Francesco” (edito da Jaca Book, prezzo 14 euro) per commentare il discorso del Santo Padre alla delegazione dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale. Fra i vari importanti contributi di persone autorevoli c’è anche quello modesto di un ergastolano, in carcere da un quarto di secolo, condannato e maledetto dalla giustizia ad essere cattivo e colpevole per sempre: il mio. Mentre lo scrivevo, chiuso nella mia cella, immaginavo di parlare con lui. Questo è un dialogo inedito fra il mio cuore e quello di Papa Francesco. E adesso ho pensato, per promuovere questo libro, di renderlo pubblico con la raccomandazione di leggere questo libro e di farlo leggere a tutti quelli che la pensano diversamente da voi. -------------- Papa Francesco: Viviamo in tempi nei quali, tanto da alcuni settori della politica come da parte di alcuni mezzi di comunicazione, si incita talvolta alla violenza e alla vendetta, pubblica e privata. - Un uomo ombra: Penso di non conoscere a fondo l’amore di Dio, ma conosco bene l’odio degli uomini che mi tengono prigioniero come un animale in gabbia. ------ Papa Francesco: Populismo penale, in questo contesto negli ultimi decenni si è diffusa la convinzione che attraverso la pena pubblica si possano risolvere i più disparati problemi sociali, come se per le più diverse malattie ci venisse raccomandata la medesima medicina. - Un uomo ombra: Le prigioni, così come sono, sono fabbriche di odio ed è difficile migliorare le persone con la violenza e la sofferenza. Il carcere in questo modo ci trasforma in mostri perché qui non esiste l’amore, esistono solo i disvalori. Se siamo uomini non possiamo stare solo anni e anni chiusi in una cella, dovremmo stare insieme ad altri uomini migliori di noi. ------ Papa Francesco: Molti giudici e operatori del sistema penale devono svolgere la loro mansione sotto la pressione dei mezzi di comunicazione di massa, di alcuni politici senza scrupoli e delle pulsioni di vendetta che serpeggiano nella società. - Un uomo ombra: Sono fortemente convinto che perdonare è più facile di essere perdonato. Il perdono ti fa amare il mondo, la vendetta te lo fa odiare. Il perdono è la migliore vendetta che una società può dare, perché fa incredibilmente tirare fuori il senso di colpa per il male fatto. Molti non sanno amare perché non sono amati, altri hanno l’amore nel cuore e non lo sanno. Una persona che ha infranto la legge di Dio e degli uomini per essere recuperato non dovrebbe avere bisogno di sbarre, ma di essere amato come una persona libera, se non di più. E una persona perbene per smettere di essere disonesta deve imparare ad amare tutto e tutti, perché chi ama fa innanzi tutto bene a se stesso, perché solo l’amore ti fa diventare felice. ------ (continua)
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Recensione di un uomo ombra semilibero a “Giustizia e carceri secondo papa Francesco” - parte seconda
...Papa Francesco: Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà sono dunque chiamati oggi a lottare non solo per l’abolizione della pena di morte, legale o illegale che sia, e in tutte le sue forme, ma anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie, nel rispetto della dignità umana delle persone private della libertà. E questo, io lo collego con l’ergastolo. In Vaticano, poco tempo fa, nel Codice penale del Vaticano, non c’è più, l’ergastolo. L’ergastolo è una pena di morte nascosta. - Un uomo ombra: L’ergastolo è una pena di morte a gocce. È sbagliato dire che assomiglia alla pena di morte perché è molto peggio, dato che la pena di morte si sconta da morto e la pena dell’ergastolo si sconta da vivo. Con la pena di morte finisce la punizione e la vita… invece con la pena dell’ergastolo inizia un’agonia che durerà per tutta la vita. Gli ergastolani vivono distaccati ed estraniati da tutti gli altri prigionieri, nel nostro mondo di solitudine e ombra. Per noi morire è la cosa più facile, invece vivere è la cosa più difficile. Sogno spesso di avere un fine pena per avere un calendario in cella per segnare i giorni, i mesi e gli anni che passano. ------ Papa Francesco: La forma di tortura è a volte quella che si applica mediante la reclusione in carcere di massima sicurezza. - Un uomo ombra: Spesso sono stanco di fare battere il mio cuore fra quattro mura… prigioniero in fondo agli abissi, ferito da uomini dal cuore sporco e la fedina penale pulita. Sono stanco di essere chiuso e solo senza speranza… seguendo sogni con occhi aperti e spenti. Sono stanco di essere solo un’ombra che vive al buio e spera nella morte ma continua a cercare la vita e la luce. Sono stanco di esistere… di ascoltare i miei lamenti… che mi penetrano… mi lacerano… mi distruggono. ------ Papa Francesco: Molte di tali forme di criminalità non potrebbero mai essere commesse senza la complicità, attiva od ommissiva, delle pubbliche autorità. - Un uomo ombra: La grande criminalità organizzata, finanziaria e politica non potrebbe esistere senza la complicità di una parte dei poteri forti. (continua)
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Recensione di un uomo ombra semilibero a “Giustizia e carceri secondo papa Francesco” - parte terza
...Papa Francesco: Il corrotto attraversa la vita con le scorciatoie dell’opportunismo, con l’aria di chi dice: “Non sono stato io”, arrivando a interiorizzare la sua maschera di uomo onesto. La corruzione è un male più grande del peccato. La sanzione penale è selettiva. È come una rete che cattura solo i pesci piccoli, mentre lascia i grandi liberi nel mare. - Un uomo ombra: Spesso i buoni si sentono cattivi per cercare di diventare buoni. Invece i cattivi fingono di essere buoni per cercare di diventare ancora più cattivi. ------ Papa Francesco: La cautela nell’applicazione della pena dev’essere il principio che regge i sistemi penali, e la piena vigenza e operatività del principio pro homine deve garantire che gli Stati non vengano abilitati, giuridicamente o in via di fatto, a subordinare il rispetto della dignità della persona umana a qualsiasi altra finalità, anche quando si riesca a raggiungere una qualche sorta di utilità sociale. - Un uomo ombra: Il carcere è l’inferno, una terra di nessuno dove spesso sei da solo contro tutti. Un luogo pieno di conflitti, di odio, silenzi, delatori, sofferenza e ingiustizia, ma anche di tanta umanità, forse molto di più di quella che c’è fuori o che un giorno potrai trovare in paradiso. E quando un detenuto si suicida, è un po’ come se morissi anch’io. Molti dicono che togliersi la vita è una scelta sbagliata, ma io non sarò sicuro fin quando non ci proverò. Spesso in carcere ci si toglie la vita solo per smettere di soffrire perché per molti la vita in carcere è peggiore della morte. Papa Francesco, presto, se non l’hanno già fatto, i nostri politici, governanti e le persone con la fedina penale pulita che vanno a messa alla domenica ingannando Dio e se stessi, si dimenticheranno delle tue umane e illuminate parole, del tuo bellissimo intervento, ma non le dimenticheranno mai gli uomini ombra e i detenuti di tutto il mondo. -------- Carmelo Musumeci, Gennaio 2017, www.carmelomusumeci.com
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Sabina Rossa e Agnese Moro contro la 'Pena di Morte Viva' - parte prima
L’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini che in galera passò lunghi anni diceva spesso: «Ricordatevi quando avete a che fare con un detenuto, che molte volte avete davanti una persona migliore di quanto non lo siete voi». ---- Da anni – insieme ad Agnese Moro e Sabina Rossa che hanno avuto i loro padri uccisi durante la lotta armata degli anni ’70 – combatto contro la “Pena di Morte Viva” o, come la chiama Papa Francesco, la “Pena di morte nascosta”. Durante la giornata del 20 gennaio 2017, nella Casa di Reclusione di Padova, Agnese e Sabina sono intervenute (Agnese a distanza e Sabina di presenza) al convegno dal titolo: “Contro la pena di morte viva. Per il diritto a un fine pena che non uccida la vita”. ---- Ecco quanto ci ha consegnato Agnese: (…) Questa volta non riesco ad essere con voi in questa giornata di riflessione sull’ergastolo e sulla necessità di abolire una pena che, essendo senza fine, uccide la speranza di tornare ad essere liberi; ferisce l'impegno costituzionale ad aiutare i colpevoli a rivedere criticamente la propria vita e a tornare tra noi a dare il proprio contributo alla vita sociale; punisce nella maniera più crudele e ingiusta coloro - grandi e piccini - che nutrono affetti profondi per chi è condannato a una pena tanto severa. Credo che la questione dell’abolizione dell'ergastolo, prima di riguardare la politica, riguardi tutti noi cittadini. Prima ed oltre una discussione in Parlamento è essenziale che ci sia una discussione larga, capillare, serena nelle nostre città e nei nostri paesi. (…) Bisogna sapere che le persone possono cambiare, che sono sempre molto di più del loro reato, e che, come dice la mia amica Grazia Grena, c'è dentro ognuno, qualunque cosa abbia fatto, qualche cosa di buono che può e deve essere illuminato. Anche se non ce ne accorgiamo la nostra società è desiderosa di intraprendere una simile discussione. Si tratta solo di farlo. Un abbraccio (Agnese). Ed ecco parzialmente l’intervento di Sabina: Vorrei iniziare il mio intervento prendendo in prestito alcune frasi di Carmelo Musumeci non solo perché le condivido ma anche perché ho potuto toccare con mano la veridicità delle sue parole: “Il carcere non mi ha fatto bene, non solo mi ha peggiorato ma mi ha fatto anche del male”. “Ciò che mi ha migliorato e cambiato non è stato il carcere ma un programma di rieducazione fatto dalla presenza delle persone care, dalle relazioni umane e sociali”. “In carcere si soffre per nulla, il nostro dolore non fa bene a nessuno, neppure alle vittime dei nostri reati, è difficile pensare al male che hai fatto fuori se ricevi male tutti i giorni”. (…). Musumeci ci dice che dal carcere si dovrebbe uscire perché lo si merita, perché è stato fatto un certo percorso, perché c'è stata una crescita. Sono d'accordo con lui e credo che giustizia sia anche quella di prendere atto che, a tanti anni di distanza, quella persona non sia più quella di un tempo e che si sia realizzato un cambiamento nel profondo. -- Quando è stata concessa la liberazione condizionale alla persona che ha sparato a mio padre l’ho considerato un atto giusto, mi sono sentita come se si fosse chiuso un cerchio e ho potuto posare a terra quello zaino che mi sono portata sulle spalle per tanto tempo. (Sabina). ........(continua).
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Sabina Rossa e Agnese Moro contro la 'Pena di Morte Viva' - parte seconda
............ Dostoevskij diceva: “Fatemi capire perché e come ho sbagliato e poi mi giudicherò e condannerò da solo, e sarò più severo di qualsiasi altro giudice”. ---- Agnese e Sabina hanno compreso questo e “puniscono” gli ergastolani con l’amore sociale. Forse anche perché hanno capito che dal male può nascere il bene. Basta andare a cercarlo dentro il cuore dei criminali. Per non fare il male bisogna conoscere anche il bene, ma purtroppo molti criminali non conoscono il bene perché hanno vissuto sempre nel male. Il libero arbitrio esiste solo quando tu conosci il bene e il male. E spesso i reati che abbiamo fatto rispecchiano il male del mondo dove vivevamo e, adesso, del carcere. Molti di noi, e non lo dico per cercare attenuanti, penso che siano stati quelli che hanno potuto essere, non certo quelli che sognavano di essere. Se continuano però a dirci che siamo irrecuperabili, che siamo dei mostri, che siamo cattivi, va a finire che ci crediamo e cerchiamo di esserlo anche dopo tanti anni di carcere. D’altronde come si può migliorare una persona con una pena che non ha mai fine? Per questo, purtroppo, molti ergastolani si sentono ancora “colpevoli di essere innocenti”, anche se hanno commesso gravissimi reati. Non si nasce delinquenti, ma purtroppo ci si diventa. Un tempo c’erano in carcere giovani interpreti delle lotte sociali e politiche. Oggi vi sono in maggioranza giovani tossicodipendenti, immigrati e poi tante persone del sud detenute per reati di criminalità organizzata. Al sud, infatti, lo Stato è sempre stato assente e in alcuni casi è stato più mafioso dei mafiosi che ha usato e sfruttato per raggiungere consensi elettorali. Grazie Sabina e Agnese di continuare a lottare per recuperare e migliorare le persone che vi hanno fatto del male. Con il vostro impegno contribuite a sensibilizzare l’opinione pubblica che la pena dell’ergastolo è una morte interminabile che ti fa sperare in una morte istantanea come un regalo della pietà. La vostra testimonianza di vittime dà un senso ancora più profondo alle vostre parole. Carmelo Musumeci, www.carmelomusumeci.com
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